Dicono che i nati sotto il segno del cancro siano degli eterni sognatori, ed io ne sono un esempio. In fondo che male facciamo a sognare ogni tanto se non illudere un po’ noi stessi?… Altro
COLORI DA ABBINARE, MA SOPRATTUTTO COLORI DA NON ABBINARE!
Quando mi è stata fatta questa domanda mi sono detta è perfetta!
Perfetta per aprire proprio un capitolo e per scrivere addirittura un articolo sul mio blog!
Innanzitutto credo che nella moda non ci siano delle regole precise, ho capito con gli anni che tutto si può, che anche ciò che credevi impensabile e azzardato come abbinamento prima o poi lo vedrai indossato da qualcuno o sulle passerelle di Parigi, Londra, Milano o New York.
Ci sono combinazioni che io davvero non avrei mai pensato di indossare ed invece incredibilmente ho osato.
Nell’abbigliamento si seguono trends che variano a seconda della stagione e dell’anno e che indicano colori e linee in tendenza in quel momento.
Faccio questa premessa perché è proprio a seconda di queste tendenze ed indicazioni che torneranno di moda determinati abbinamenti!
Non sapete le volte che ho letto “non si abbinano il marrone con il nero o il blu con il nero”…. Falsissimo, Bottega Veneta insegna che marrone e nero non è soltanto molto bello ma attuale e moderno.

Fondamentale per l’accostamento di due colori sono le linee, se già due colori sono complicati da mettere assieme più sbagli anche la linea di questi potresti combinare un pasticcio di outfit, perciò nell’indecisione o nel dubbio non mescolate troppi colori, ma al massimo usatene due, addirittura vestite monocolore o con colori base e osate nella scarpa o nella borsa.

Ognuno di noi in fondo ha le sue preferenze e i propri gusti, ma soprattutto ha dei colori con cui si vede bene e che fanno risaltare le proprie caratteristiche.
Al di là di tutto ci sono dei colori che io personalmente faccio fatica ad abbinare anche quando sono andati di moda e sono due colori primari assieme, ma questo è un parere perché in realtà nella moda, come vi ho anticipato non ci sono regole.
Per dimostrarvi quello di cui sto parlando ho pensato di raggruppare i colori che vediamo più indossati in questo momento è darvi un’idea di come poterli mettere assieme ed accostare Ad altre tonalità.







In più quello che vi ho voluto sottolineare e far presente é come LA LINEA stessa dei capi sia fondamentale!


Vi ho voluto fare degli esempi che spero vi siano di aiuto e siano abbastanza chiari!
Io posso dare dei suggerimenti e soprattutto per come abbinarli in queste stagioni per essere attuali e non fuori moda, come colore base andrei sui grigi, marroni e bianco latte.
DICO SI AI COLORI PASTELLO MESCOLATI ASSIEME.
MARRONE: GIALLO
VERDE
ARANCIO
LILLA
AZZURRO
TONI DI BIANCO
ROSSO
GRIGIO: GIALLO
ROSSO
VERDE
PANNA
TONI NATURALI IN GRADAZIONE
BIANCO LATTE: TONI NATURALI IN GRADAZIONE
VERDE
ROSA FUXIA
CELESTE
MARRONE
ROSSO
LE MOLTEPLICI FACCE DEL JEANS
DENIM…..PER ME UNA VERA E PROPRIA FISSAZIONE

Esistono nella vita di ognuno di noi delle vere e proprie fissazioni, in qualsiasi campo, non solo nell’abbigliamento, per quanto mi riguarda mi trascino sin da piccola una fedeltà assoluta con i jeans!
Avevo tra i 3 e i 4 anni quando a mia mamma dissi “io voglio i jinsi”, da li non me ne sono più separata.
Partiamo col dire che hanno veramente fatto la storia di intere generazioni, e per l’abbigliamento casual, rappresentano una vera e propria icona. Se facessimo un sondaggio credo che non esista persona, uomo donna, bambino che sia, che non abbia nell’armadio almeno un paio di jeans.
Stranamente a quanto si pensi il tessuto denim è nato in Italia, più precisamente a Genova, soltanto successivamente con le emigrazioni ha raggiunto l’America dove esattamente nel 1873 nacque il vero pantalone JEANS DENIM grazie alla famosissima Levis Strauss. Questo fu solo l’inizio di una evoluzione immediata del pantalone più sfruttato al mondo, solo attorno agli anni ’90 si iniziano a vedere le versioni vissute e strappate del jeans sino ad arrivare ai giorni nostri.
Amo il denim in tutte le sue forme , colori, linee purchè vesta come dico io e soprattutto abbia la vita alta, mi sono talmente abituata che la vita sotto l’ombelico non riesco più a portarla!
Devo dire che quando in gravidanza ad un certo punto li ho dovuto abbandonare mi sono sentita un po’ persa, come farò senza i miei amati jeans mi chiedevo.
Tra le mie vestibilità preferite ci sono i mumfit , la trovo una linea facile da indossare con qualsiasi scarpa e mi sembra di semplice combinazione.

La linea palazzo è un’altra delle linee che apprezzo perché allunga la figura ed è molto attuale, unico neo che la devi mettere per forza con i tacchi (se sei bassa come me), per le donne alte molto giusta anche con stivale basso suola track o sneackers.


Il jeans con linea dritta e un po’ sfuggita è un’altra linea che mi piace particolarmente e che riesco ad indossare bene sia con la ginnica che con uno stivale.

Partiamo con i sondaggi, quanti denim avete nell’armadio? Colore prediletto?
PERCHÉ NON SI DIVENTA STILISTA IN UN GIORNO…
Vorrei sfatare il mito di voglio fare la stilista….

Devo dire che oggi come oggi vedo veramente persone che si improvvisano stiliti dall’oggi al domani soltanto perché sono appassionate di moda ed hanno gusto nel vestire, bè quello conta sicuramente ma allora io mi chiedo perché ho fatto 9 anni di studi nella moda se bastava soltanto quello?
In realtà infatti non basta.

Parto con il raccontarvi che per me è stata una fortuna nascere con una mamma sarta che fin da bambina mi ha fatto vivere il sogno di vedere realizzate nella sua sartoria su misura foto dei giornali o richieste delle sue clienti. Altra fortuna è stata avere la possibilità di girare con mio babbo per le aziende di tessuti per rifornire la sartoria, quindi sentivo parlare di sete pure, di shantung, di elasticità di un tessuto, di come cadeva per un pantalone, il peso etc….. oltre lo studio avevo la possibilità di vedere sul campo tutti i passaggi del lavoro.
E’ un mondo che mi ha sempre affascinata ed incantata e non potevo fare scelta diversa da un ‘istituto d’arte sezione moda e costume…. Iniziati gli studi capii subito che quello sarebbe stato il mio lavoro, anche se non ero la più brava nel disegno, in modellistica si, e devo dire che per una stilista è una cosa fondamentale, se non sai come è costruito un capo come fai a disegnarlo?
Finito il quinto anno, devo dire spinta soprattutto da mio babbo ho proseguito gli studi, trasferendomi a Milano per 4 anni e frequentando una delle scuole più conosciuta nel settore moda l’ISTITUTO MARANGONI, ringrazio ogni giorno mio babbo per avermi incoraggiato perché è stata una delle esperienze più belle della mia vita. Non solo per la scuola in sè per sé, ma per la gente che ti trovi a conoscere, per i rapporti umani e per lo scambio culturale che hai la possibilità di avere con persone che provengono da tutte le parti del mondo. Studiare in una città come Milano, significava respirare moda ogni santo giorno, significava grazie alla scuola avere la possibilità di aiutare come vestiarista le modelle durante la fashion week, significava confrontarsi con insegnati di un certo calibro e devo dire che quegli anni mi sono serviti per crescere e diventare un po’ anche quello che sono oggi.
Come tesi finale, veniva organizzata una sfilata per tutti gli studenti dell’ultimo anno attraverso la quale avevi la possibilità di far vedere ad un sacco di persone le tue creazioni, che non solo avevi disegnato , ma delle quali ti eri costruita il cartamodello e da sola o assieme ad una sarta li avevi realizzati.
E’ stata un’emozione unica ancora ricordo la serata all’alcatraz di Milano.

Due giorni dopo la tesi ho iniziato il mio stage in un’azienda di Bologna presso il brand AnnaritaN, dove sono piacevolmente rimasta per ben 15 anni. Il lavoro di tutti quegli anni per me devo dire è stata la scuola più importante perché è soltanto sul campo, agendo realmente che capisci gli errori, come funzionano davvero i passaggi, il mercato, le esigenze del cliente finale, ma devo dire che senza quegli studi non avrei avuto le basi per conoscere i tessuti e le costruzioni dei capi, sarei arrivata sul campo più insicura, senza le nozioni che ho appreso durante quegli anni di scuola non avrei potuto dare il mio contributo all’azienda.
Quindi a mio parere senza avere per lo meno delle basi di conoscenza di tessuti e di costruzione è difficile IMPROVVISARSI STILISTA, che è ben diverso da un fashion stylist che ti da suggerimenti di combinazione di capi, di creazioni di look alternativi, noi stesse, come stiliste ci appoggiavamo a degli stylist per le foto e per le sfilate, in quanto la stilista quando crea la collezione, deve pensare a look di vendita, deve proporre magari dei completi che possano essere di facile abbinamento per la cliente finale, mentre lo stylist ti da quel valore aggiunto estetico all’outfit, è più esperto in immagine, deve fare un sacco di ricerca e sapere perfettamente le tendenze, lavorano con fotografi, riviste, personaggi famosi, non solo per i brand. La differenza è sostanziale: LO STILISTA crea gli abiti, LO STYLIST li mette assieme per presentarli o ad un pubblico di persone o a dei potenziali clienti. Detto questo ribadisco la mia tesi che ci possiamo improvvisare stilisti, dietro c’è un sacco di lavoro oltre al buongusto.
COME RENDERE ATTUALE UNO DEI CAPI PIÙ ANTICHI

Uno degli indumenti più antichi in assoluto, pensate che veniva usata addirittura ai tempi dei romani, la definizione stessa è un termine antico… Camisas te bragas. Possiamo affermare che non ci sia capo d’abbigliamento che fu più identificativo della CAMICIA, alla fine del 600 divenne uno status simbol che divideva aristocrazia dalla plebe, per diventare successivamente riconoscimento di appartenenza politica, tutti infatti conosciamo le camice rosse, le camicie nere ed infine le camicie brune.
Nel tempo la sua importanza crebbe sempre di più e in ambito maschile e un salto venne fatto durante il Periodo barocco quando venne inventata la cravatta, ma soltanto la fine del 1800 vide lo Sviluppo della camicia in altre varianti colorate e non solamente bianca.
Da lì possiamo dire che è stata un’evoluzione continua Sino ai giorni nostri; quindi possiamo sicuramente affermare che la camicia è il capo di abbigliamento con più storia, proprio per questo motivo una piccola e breve presentazione le era dovuta.
Con gli anni possiamo dire che l’identità di divisa non l’ha mai persa, infatti ogni uniforme se ci pensate ha una camicia, hostess, militari, commesse, tutt’oggi è un simbolo identificato e per fortuna non solo quello…..
La camicia è cool, è attuale, è femminile é elegante è tantissime cose assieme!!

In questi articolo vi voglio parlare proprio della camicia quella classica con colletto e polsini a uomo insomma, per mostravi come un capo così anticipo così apparentemente classico possa essere non solo un jolly nel nostro armadio bensì moderno e direi indispensabile in alcuni look!
Ne esistono di molteplici… in seta, in viscosa, in poliestere, in Denim, in cotone, stampate, armaturate e chi più ne ha più ne metta, ma la sempre più amata è la camicia bianca!

Vi mostrerò vari abbinamenti anche lo stesso modello presentato in più colori, per farvi vedere quanto sia effettivamente trasversale e quanto ci si possa realmente giocare molto con questo indumento!
Puó essere sportiva, elegante, quotidiana, elegante per le uscite, tutti sta a come viene abbinata e accessoriata!
Quindi ragazze via con le molteplici proposte!!!!




Vestirsi

Estate o inverno che sia esistono gamme colori che sono intramontabili come questa!
L’insieme di combinazioni di tinte naturali rappresenta una perfetta armonia e base per ogni collezione a prescindere dalla stagionalità.
Devo dire che rappresentano un’intramontabile tendenza ed hanno a loro volta anche tanti aspetti positivI:
-si adattano a qualsiasi colore tu voglia abbinarci,
-risultano molto eleganti e raffinati,
-hanno una luminosità che li rende unici,
-abbinati assieme creano dei look monochrome molto chic.
Partendo dalla stagione autunno inverno possiamo dire che ci sono tessuti che hanno il suo maggior risultato nelle tinte naturali come il beige, pensiamo al cachemere o al panno di lana da cappotto, quale miglior colore per un indumento in questi materiali? Il cammello in tutte le sue gradazioni.

Altra tinta che trovo identificativa per la maglieria e oramai intramontabile è il grigio melange, sempre molto raffinato, come il color latte…. Ed anche qua potremmo aprire un paragrafo apparte.
Pensiamo poi di vederle combinate assieme queste nuances andando a rifinirle con accessori color cuoio e bianco. Trovo questo insieme strepitoso che non necessita di troppo decori, in quanto la sua bellezza e unicità sta proprio nel look minimal.

In estate amiamo sfoggiare colori sgargianti e tinte accese, uno perché veniamo da una stagione invernale dove la maggior parte di noi ha indossato sempre tinte scure, due perché magari siamo un po’ abbronzate e vogliamo far spiccare ancora di più i nostri colori.
Ma per indossare colori sgargianti servono di base tinte neutre da potergli abbinare, quinti ritornano in auge le nostre famose tinte naturali. Pensiamo a colori come il fuxia, il turchese, protagonisti nelle ultime stagioni, a come li abbiamo visti accostare a tinte rosate, beige e bianche, che ne hanno fatto emergere e sottolineare ancora di più la tonalità e vivacità.
Ma anche qui voglio farvi presente come il massimo della loro raffinatezza la raggiungano quando sono combinati assieme. Gradazioni di toni neutri che si mescolano e danno vita ad un outfit unico. Credo che la seta e il lino raggiungano il loro massimo quando sono realizzati in tinte neutre e chiare come d’altro canto il cotone che a mio avviso acquista valore e diventa più prezioso nel color bianco latte.

Credo che anche per questa pe 2021 di base l’accostamento di questi colori farà da protagonista.
A voi piacciono i colori caldi e neutri?
L’importanza di un bottone….

-Non indossate mai un capo con un bottone qualsiasi….. ed è proprio la grandissima Coco Chanel ad insegnarci questo!
-Il dettaglio è importante quanto l’essenziale, quando è “infelice” distrugge tutto l’insieme diceva Christian Dior per sottolineare l’importanza del bottone nel determinare lo stile di un abito.
Poco bisogna aggiungere a quanto citato sopra…..
Ci tenevo a dedicare un paragrafo a questo piccolo accessorio che per molti può risultare scontato e di poco valore, ma che in realtà nella rifinitura e nella decorazione di un capo vuol dire tutto, per i brand è una personalizzazione dell’indumento stesso.

Diciamo che nell’abbigliamento la scelta del bottone da mettere è fondamentale, ma non perché per forza bisogna mettere bottoni gioiello, dorati o ricchi, ma bisogna capire bene in quel determinato modello o tessuto cosa meglio potrebbe risaltare e soprattutto noi cosa vogliamo trasmettere, un’ispirazione militare? Vintage? Rock?…….

Più difficile la selezione dei bottoni “basici”, dove devi ancor più prestare attenzione al piccolo dettaglio, capire bene la forma, la dimensione ma soprattutto l’aspetto che cerchi per abbinarlo a quel determinato tessuto e a quella precisa linea.
Fondamentale è avere bene in testa l’idea e il mood soprattutto che vogliamo dare a quel determinato capo, capire con cosa vogliamo proporlo ed abbinarlo. Perché una giacca ad esempioche noi abbiamo pensato di proporre e presentare sopra ad un abito di paillettes dovrà avere un bottone si importante perché mirata per un’occasione, ma sicuro non gioiello o comunque troppo elaborato.
Non so se qualcuna di voi ha mai dato così importanza al bottone o ha mai pensato mentre si provava un indumento che le sarebbe piaciuto con un bottone diverso. Io personalmente quando compero un capo, diciamo nel dettaglio più le blazer e i cappotti,ci faccio molta attenzione, ed è capitato spesso che per una scelta a mio avviso sbagliato di questo, io non ho comprato alcuni capi.
Vi dico la verità che mi è capitato a volte di comperare dei capi sempre logicamente pagati poco, che ho acquistato nonostante il bottone e che ho sostituito con altri che mi piacevano di più.
Cosa che non faccio tanto con i pantaloni perché in realtà li apprezzo super puliti e meno ricchi sono e meglio è in quel caso, soprattutto perché tra gli indumenti che andiamo a metterci sopra o le cinture che solitamente usiamo, risulterebbero anche sprecati.
Quindi ragazze se sino ad oggi non lo avete ancora fatto, vi invito a dare un occhio in più al dettaglio, al bottone stesso perché è pur sempre un accessorio che vi identifica e vi caratterizza.
Cosa ne pensate?

CONOSCERE L’INDUMENTO SALVA OUTFIT!?
Quando uno nomina la t-shirt bianca viene in mente o il film grease o Marlon Brando, e cosa fondamentale che ti vengono in mente sempre degli uomini che la indossano… ed invece?

È diventata la base, l’indispensabile salva look di qualsiasi donna.
Negli anni rivista e rivisitata in ogni suo particolare, anche se io sono un’ammiratrice seriale della classica t-shirt da uomo, quindi girocollo, mezza manica, spalla un po’ scesa, volume dritto indispensabile per ogni tipo di abbinamento, da sola per l’estate, sotto a giacche e cardigan per l’autunno inverno.
Parliamone un po’, in primo luogo è un capo d’abbigliamento semplice e questo ti permette di poterlo accessoriare a tuo piacimento, hai la possibilità di abbinarlo a qualunque colore, pensateci cosa è che non sta bene con il bianco? Ed inoltre è un capo che si presta per essere indossato con qualsiasi cosa abbiate indosso, una gonna? un pantalone a vita alta? Un denim? Una leggings? Un pantalone della tuta? Ognuno di questi indumenti è perfetto con la t-shirt bianca.
Quello che voglio mostrarvi è come nella sua semplicità e apparente anonimità, sia in realtà così trasversale da poterci uscire alla sera, andare a fare la spesa, andare ad un colloquio di lavoro e oltretutto non risultare mai fuori luogo, anzi essere sempre attuale.

Pensate che ogni volta che escono in gennaio le collezioni estive e verso luglio agosto quelle invernali io la prima cosa che compro è UNA T-SHIRT BIANCA, sia d’estate che d’inverno, così anche quando andavo a fare un giro per negozi se non trovavo nulla non è che tornavo a mani vuote, no, una nuova doveva prenderla sempre. Tanto sapevo che le avrei indossate tutte, è la cosa che sfrutto di più in assoluto.
Quindi, tornando a noi, ho scelto per voi la t-shirt bianca semplice, girocollo, quello che cambierà sono i pezzi sotto e gli accessori!
Quindi buona visione e attendo sempre il vostro parere.






VOLETE SCOPRIRE COME L’ACCESSORIO IDENTIFICHI UN LOOK!?

Anche il più anonimo dei look può cambiare faccia totalmente con l’accessorio giusto.
Sono considerati un complemento, un oggetto decorativo ma in realtà sono molto molto di più, il loro scopo è quello di aggiungere colore ma soprattutto stile ed identità ad un determinato look.
Non dovrebbero mai essere trascurati e non parlo soltanto di scarpe e borse, ma anche gioielli e soprattutto cinture.
Pensiamo che potremmo mettere per esempio lo stesso pantalone per tre appuntamenti e soltanto accessoriandolo in maniera completamente diversa fargli cambiare faccia, non è l’abito in se per se da solo che ti caratterizza un occasione d’uso ma tutto ciò che lo arricchisce.
Io sono una persona che ci tiene molto agli accessori, sarà che vesto abbastanza pulita, non metto cose ricamate e troppo ricche, quindi il complemento ancor più mi serve per dare carattere all’outfit che vado ad indossare.
La cintura negli ultimi anni non manca mai, perché non solo a volte è utile per sorreggere pantaloni, ma da un’ identità ben precisa al look, a volte serve solo per enfatizzare il punto vita e renderti più femminile. L’accessorio oltre a definire nostra identità oltre che personale anche sociale, ci permettono anche di giocare.
Mi piacerebbe mostrarvi tre outfit con gli stessi indumenti: denim con una camicia bianca, cambiando solo gli accessori che andranno a completamento del look.
Creando così con due capi tre occasioni d’uso diverse.



2021 UN ANNO IMPORTANTE

COSA ASPETTARSI DA QUESTO 2021…….
Sicuramente una ripartenza, una svolta tanto attesa, non so perché ma ho grandi aspettative da questo nuovo anno, in primo luogo perchè dopo il buio arriva sempre il sereno, e poi perché è già di per se un anno importante, un anno cui l’arrivo dei 40 mi hanno fatto fare un bilancio della mia vita e ad oggi mi sono detta che o ORA O MAI PIU’.
La chiamano la crisi dei 40, ma credo che non sia tanto per quel 4 davanti ma piuttosto perché a metà strada sembra arrivato il tempo di analizzare ciò che si è fatto fino a quel momento e prendere in considerazione le questioni ancora irrisolte.
Non a caso Dante Alighieri scrisse la divina commedia a 40 anni e la crisi di quel momento la racconta così….. (NEL MEZZO DEL CAMMIN DI NOSTRA VITA MI RITROVAI PER UNA SELVA OSCURA CHE LA DIRITTA VIA ERA SMARRITA..), questa sensazione non gli impedisce comunque di cercare e provare a ritrovare se stesso.

Infatti proprio nel corso di questo 2021 voglio riscoprire la mia identità profonda e …. Provare… iniziare a mettere i primi mattoncini per costruire una nuova ME.
Devo dire che dal punto di vista familiare mi sento una donna risolta, ho un compagno che amo da 18 anni, due figli meravigliosi, il mio piccolo amore peloso e i miei genitori ad appoggiarmi sempre nel mio cammino, la nostra casa che stiamo mano a mano sistemando, insomma nulla da eccepire. Passiamo al lato professionale, da un anno ho dovuto fare i conti con una nuova visione e versione di me che ho dovuto imparare ad accettare, e dopo averla compresa ho capito che è arrivato il momento dei nuovi passi da fare, di nuovi progetti per sentirmi realizzata ed appagata, progetti dove per la prima volta voglio essere io la vera protagonista e dove voglio mettermi in gioco al 100%.
Per fare passi di questo tipo bisogna sempre essere fortunati ed avere accanto persone che ti vogliono bene e che non solo ti sostengono, ma ti danno la spinta giusta per provare a realizzare i piccoli sogni.
Voglio affrontare questo nuovo anno con una positività che purtroppo non ha mai fatto parte di me, ma che voglio ugualmente concedermi per un nuovo inizio.
Voglio essere più coraggiosa, non mollare alle prime difficoltà, avere la forza di lanciarmi in nuovi progetti dove posso essere veramente io senza ma e senza se. Ci sono momenti che non arrivano a caso e ti mettono difronte a scelte importanti che non pensavi di fare ma che forse è arrivato il momento di mettere in pratica!
Oltre alla realizzazione dei propri sogni e progetti ciò che spero di ritrovare in questo nuovo anno sono:
-I SORRISI DELLA GENTE , è vero si che gli occhi parlano, ma ricordiamo che il sorriso è lo strumento di comunicazione nel rapportarsi con gli altri, mi manca quando incontro persone sconosciute quel mezzo di contatto umano.
-RIABBRACCIARE E RIABBRACCIARSI, non poter dare sostegno alle persone che magari hanno affrontato momenti difficili, anche lutti di persone care e tu vorresti stargli vicino ma questo non contatto ti far sembrare tutto più distaccato e freddo.
-POTER SCEGLIERE tu e solo tu quando andare dai tuoi cari.
-AVERE LA POSSIBILITÀ di festeggiare il compleanno dei tuoi bimbi con gli amichetti.
-TORNARE A VIAGGIARE con la mia family🥰
Mi aspetto forse tanto da questo 2021 ma 21 è per me un numero fortunato, il giorno in cui sono nati i miei bimbi e voglio sperare che mi riporti fortuna! Una vita senza obbiettivi è una vita piatta e tutto voglio fuorché un anno fermo come questo 2020!
Credo che in molti si aspettino grandi cose e mi auguro che sia per tanti un anno di riscoperta personale ma soprattutto di una vera e propria RINASCITA!
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REMEMBER ANNI ‘80

Sarà che io in quegli anni nascevo, sarà che avrei voluto sfoggiare la moda di quel momento, sarà che li trovo tremendamente all’avanguardia che mi sento così legata agli anni ’80!

Sono quegli anni in cui tutto sembrava possibile, gli anni della speranza, anni che determinarono il cambiamento non solo per l’Italia ma per il mondo intero.
Un periodo quello che va dal 1980 al 1989 riconosciuto come l’epoca dell’edonismo sociale e politico.
Tra i vari cambiamenti che in quegli anni si sono verificati, anche la moda assiste a mutazioni non da poco, innanzitutto il ruolo dello stilista, si chiedeva una ridefinizione nuova, in quanto non bastava più solo realizzare capi di buona qualità, ma la collezione doveva avere un’identità vera e propria con un’immagine più accattivante.
Le linee stesse degli abiti cambiano, la silhouette fragile e femminile degli anni precedenti cambia faccia, lasciando spazio a figure più muscolose e più dure, prendeva forma l’outfit per la donna manager.
Le spalle si allargano e diventano sempre più importanti, la moda degli anni ’80 è una moda esagerata, rock, punk! Quando uno pensa a quegli anni la prima persona che viene alla mente è Madonna, lei la rappresentazione della moda di quel periodo.
Questa moda ha lasciato talmente tanti strascichi che ad oggi siamo tutte un po’ nel mood anno ‘80….. tra i tanti richiami a quel periodo ci sono le linee over, spalle importanti, sneakers con calzettone.
Diciamo che siamo ritornati un po’ alla moda dei paninari anche noi, con montoni portati con jeans a vita alta.
La cosa che mi piace un sacco indossare è la spallina all’interno di tutti i capi, a mio parere da un valore aggiunto alla figura e mi fa sentire importante.